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Dossier Salute

Votazione sulla cassa malati pubblica

Quale posta in gioco per gli assicurati? Quali conseguenze per il sistema sanitario?

L’iniziativa popolare «Per una cassa malati pubblica» mira a instaurare un ente pubblico unico per sostituire le 61 casse malati che si occupano dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Questa iniziativa sarà sottoposta al voto del popolo il prossimo 28 settembre. Le sue disposizioni non sono fondamentalmente diverse da quelle delle precedenti iniziative degli anni 1994, 2003 e 2007, tutte respinte con oltre il 70% dei voti. Il Consiglio federale respinge questa nuova proposta in quanto ritiene che «un sistema di assicurazione sociale contro le malattie in cui convive una pluralità di assicuratori presenti evidenti vantaggi rispetto a una posizione di monopolio». Ligi al nostro dovere d’informare, dedichiamo il dossier del nostro giornale a questa votazione.

... le nostre risposte

I premi dell’assicurazione malattia aumentano ogni anno. Diminuiranno con una cassa pubblica?

  • No, in quanto i premi non sono altro che il riflesso dei costi, che aumentano
    in media tra il 4 e il 5% l’anno.
  • I progressi della medicina, le esigenze della popolazione, la forte domanda di cure e l’invecchiamento della popolazione sono tutti fattori che spiegano tale aumento dei cost.
  • Tutti gli esperti sono unanimi nel dire che tale evoluzione continuerà.

La cassa pubblica avrà un impatto sull’aumento dei costi sanitari?

  • No, la cassa pubblica non avrà alcun impatto positivo su questa evoluzione.
  • I fautori stessi riconoscono che il loro progetto non ridurrà affatto i costi sanitari.
  • Al contrario, c’è da temere che la mancanza di concorrenza faccia aumentare i costi e quindi i premi, in quanto la cassa pubblica non dovrà più preoccuparsi di offrire il miglior rapporto prezzo/prestazioni.
  • La concorrenza tra assicuratori incita questi ultimi ad adottare misure per contenere i costi e mantenere quindi i loro premi a un livello quanto più basso possibile.

Potremo ancora cambiare assicuratore malattia dopo l’introduzione di una cassa pubblica?

  • No, la libera scelta dell’assicuratore sarà abolita.
  • Avrete di fronte un’unica cassa senza alternative, anche se non sarete soddisfatti del rimborso delle prestazioni o dei servizi proposti.

Chi gestirà la cassa pubblica?

  • Gli organi a capo della cassa pubblica sarebbero i rappresentanti della Confederazione, dei cantoni, degli assicurati e dei fornitori di prestazioni.
  • Il blocco è programmato. Come giungere a una visione unanime tra il personale medico che vorrà che le tariffe che lo concernono siano più elevate e gli assicurati che vogliono premi più bassi?
  • Questa enorme macchina amministrativa renderà qualsiasi decisione o adeguamento in merito al sistema molto problematica, se non addirittura impossibile.

Gli attuali assicuratori malattia saranno coinvolti nella gestione della cassa pubblica?

  • No. Gli assicuratori malattia saranno totalmente esclusi da questa nuova organizzazione.
  • Dovranno accontentarsi di gestire il settore delle assicurazioni complementari, che sarà completamente separato dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOCMS).
  • Non vi saranno più sinergie possibili tra i due sistemi. Sarebbe come vietare a un assicuratore privato che offre la RC auto di proporre una casco parziale.

Come saranno definiti i premi?

  • Vi sarà un solo premio per ogni cantone.
  • Nei cantoni in cui esistono attualmente varie regioni di premi, i contributi delle regioni rurali e periferiche saranno uniformati a quelli delle città.

La netta separazione tra l’assicurazione di base e le assicurazioni complementari sarà proficua per gli assicurati?

  • No, al contrario, gli assicurati si troveranno di fronte a due sistemi d’assicurazione, con la necessità di sapere, per ogni fattura, a chi doverla inviare.
  • Tale sdoppiamento complicherà le procedure e genererà un aumento
    degli oneri amministrativi.
  • Oggi, la maggior parte degli assicurati (circa l’80%) ha riunito l’assicurazione di base e le assicurazioni complementari presso lo stesso assicuratore.

La cassa pubblica abolirà le campagne pubblicitarie e l’invio di informazioni che
costano milioni di franchi agli assicurati?

  • Quando si parla di comunicazione, si inventano cifre astronomiche di diverse centinaia di milioni di franchi.
  • Stando ai dati degli assicuratori, le spese di pubblicità, di marketing e di provvigione ammontano a 77 milioni di franchi l’anno, vale a dire lo 0,3% delle spese totali a carico dell’AOCMS. Il cambiamento di sistema, da solo, costerà circa due miliardi di franchi.* Ci vorrebbero quindi più di vent’anni per recuperare tali soldi.
  • La cassa pubblica avrà il dovere di informare gli assicurati sui cambiamenti di legge o di assunzione delle prestazioni mediche. Dovrà altresì spiegare loro gli adeguamenti annuali dei premi.

* «Passaggio alla cassa pubblica: stima dei costi generati dal cambiamento di sistema», studio dell’istituto di economia sanitaria di Winterthur, 2013

Quali conseguenze per i posti di lavoro nell’assicurazione malattia?

  • La ripartizione geografica dei dipendenti sarebbe fortemente modificata. Attualmente, oltre 5’000 collaboratori lavorano nel cantone sbagliato e dovrebbero muoversi per salvare il loro posto di lavoro. Ad esempio, circa 800 posti di lavoro sarebbero minacciati nei cantoni di Vaud e del Vallese, 800 a Zurigo e 700 a Lucerna.
  • Al Groupe Mutuel, si stima che i due terzi dei 1’900 dipendenti vedrebbero il loro posto soppresso.

La cassa pubblica è paragonabile alla Suva che dimostra di avere un modo di funzionamento esemplare. Perché allora non ispirarsene?

  • La Suva e gli assicuratori malattia hanno una missione e un funzonamento totalmente diversi.
  • La Suva non ha un monopolio sull’assicurazione infortunio in quanto assicura 100’000 aziende, mentre gli assicurtori privati ne assicurano 400’000.
  • La Suva tratta qualcosa come 500’000 sinistri l’anno ed eroga un miliardo di franchi per gli infortuni professionali e non professionali. Gli assicuratori malattia, invece, rimborsano, dopo i dovuti controlli, circa 80 milioni di fatture per un importo globale di 25 miliardi di franchi.
  • Lo stesso presidente del consiglio d’amministrazione della Suva, Markus Dürr, afferma che la sua istituzione non può servire come modello per la cassa pubblica (per saperme di più, vedere dossier della seconda edizione di Login – aprile 2014).

Il sistema sanitario attuale può essere migliorato. Ma è capace di subire riforme?

  • Certamente difficili da attuare, le riforme vanno comunque a buon fine. Ne è un esempio quella della compensazione dei rischi che è stata affinata.
  • Le attuali carenze del sistema si lasciano correggere senza sconvolgere il sistema intero che propone molteplici vantaggi, a cominciare dalla libera scelta dell’assicuratore e del medico. Una riforma importante è quella compiuta in ambito ospedaliero e delle cure di lunga durata.
  • Con la cassa pubblica, le riforme sarebbero del tutto bloccate dato gli interessi divergenti degli organi dirigenti: fornitori di prestazioni, rappresentanti degli assicurati e autorità politiche.

Vi sarà una convergenza di interessi per contenere i costi?

  • No, la gestione delle cassa pubblica rischia di sfociare in una deriva del sistema, in quanto i premi saranno fissati proprio da coloro che traggono beneficio dal loro incasso: i fornitori di cure (medici, farmacisti, ospedali ecc.).
  • Attualmente, già, i cantoni svolgono un ruolo all’origine di grandi conflitti di interesse. Gestiscono e finanziano gli ospedali di cui sono i datori di lavoro e gli organi di vigilanza e decidono in merito alle tariffe. Quali proprietari degli ospedali, devono fare in modo di far quadrare i loro conti e quelli dei centri ospedalieri… Missioni incompatibili!
  • L’arbitraggio tra questi attori sarà soggetto a imperativi politici che vanno al di là dell’equilibrio tra entrate e uscite di cui devono tenere conto gli attuali assicuratori.

Il controllo delle fatture sarà migliorato?

  • Al contrario. Gli assicuratori vogliono attirare i clienti. Per questo, investono nel controllo sistematico delle fatture per mantenere i loro premi quanto più bassi possibile. Il controllo delle fatture consente di ridurre le spese annue d’assicurazione di due miliardi di franchi. Tale risparmio è stato di 407 milioni di franchi nel 2013, per il Groupe Mutuel.

Cosa dire dell’innovazione e della qualità del servizio?

  • Gli attuali assicuratori innovano e sviluppano nuovi prodotti che conferiscono loro un vantaggio concorrenziale.
  • Un ente monopolistico non avrà tale interesse.
  • Una cassa pubblica senza concorrenza non è penalizzata da assicurati insoddisfatti che non possono più optare per un altro assicuratore. La qualità del servizio, allora, potrebbe risentirne.

Articolo tratto dal giornale degli assicurati Login

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