La previdenza non consiste quindi solo nel prepararsi alla pensione, ma aiuta anche a garantire la sicurezza della propria famiglia e dei propri cari in caso di eventi imprevisti. Di fronte a tutte queste domande, non è sempre facile distinguere le procedure prioritarie e le coperture già in essere.
I consulenti assicurativi e previdenziali del Groupe Mutuel vi aiutano ad analizzare la vostra situazione familiare, a capire le conseguenze del vostro stato civile e a individuare le soluzioni adeguate per proteggere il vostro partner e i vostri cari.
Convivenza o matrimonio in Svizzera: quali differenze per la previdenza?
21 ottobre 2026 | Commenti |
Luca Utzeri
Julien e Sarah, rispettivamente di 38 e 36 anni, convivono da nove anni, hanno una bambina di due anni e sono proprietari di un appartamento acquistato in comune. Non sono sposati, ma per loro «è proprio come se lo fossero». Tuttavia, agli occhi della legge, sono conviventi. E questa sfumatura non è da trascurare in materia di previdenza.
Se questa differenza può sembrare secondaria quando tutto va bene, diventa essenziale quando si verifica un evento imprevisto (invalidità, decesso, separazione o divorzio). Previdenza per le coppie conviventi o per le coppie sposate: ecco cosa occorre sapere per evitare che una grave difficoltà si trasformi anche in un problema finanziario.
Perché la previdenza è così importante per una coppia?
A nessuno piace pensare al peggio. Tuttavia, in caso di invalidità, malattia grave o decesso, le conseguenze per la famiglia possono essere significative. Chi pagherebbe le bollette se uno dei partner non potesse più lavorare o venisse a mancare? Come si farebbe a mantenere la casa di famiglia? Il reddito rimanente sarebbe sufficiente per mantenere il tenore di vita della famiglia e provvedere ai bisogni dei figli?
- Una strategia previdenziale permette di evitare che una prova già difficile dal punto di vista umano si trasformi anche in una difficoltà economica.
1° pilastro: l’AVS non riconosce il convivente
L’AVS riconosce solo il matrimonio e l’unione domestica registrata. Il convivente non percepisce quindi alcuna rendita di superstite, indipendentemente dalla durata della convivenza. Il coniuge sposato può invece avere diritto a una rendita di vedova o di vedovo se sono soddisfatte le condizioni legali e i figli possono percepire una rendita d’orfano. Una convivenza di 5, 10 o 30 anni non trasforma quindi un convivente in coniuge agli occhi dell’AVS.
- Nel nostro esempio, se Julien o Sarah dovesse venire a mancare, il convivente superstite non percepirebbe alcuna prestazione dall’AVS. La loro figlia avrebbe diritto a una rendita d’orfano, destinata tuttavia al minore e non a sostituire il reddito perso del genitore deceduto.
E al momento del pensionamento?
Al momento del pensionamento, il limite massimo dell’AVS può invece risultare sfavorevole alle coppie sposate. Mentre i conviventi ricevono ciascuno la propria rendita AVS calcolata separatamente, le coppie sposate percepiscono il totale di due rendite di vecchiaia con un limite massimo pari al 150% della rendita massima individuale.
Nel 2026, una rendita AVS completa varia tra CHF 1'260 e CHF 2'520 al mese, a cui si aggiunge ora una tredicesima rendita di vecchiaia versata a dicembre. Il totale delle rendite di una coppia sposata è quindi limitato a CHF 3'780 al mese. Due conviventi con una rendita massima potrebbero quindi percepire complessivamente in una situazione simile, più di una coppia sposata. Il matrimonio offre una migliore protezione automatica in caso di decesso, ma non necessariamente una rendita AVS totale più elevata al momento del pensionamento.
- In caso di divorzio, per le coppie sposate si applica lo splitting AVS. I redditi di entrambi i coniugi durante gli anni di matrimonio vengono sommati e poi suddivisi in parti uguali sui loro conti individuali.
2° pilastro: una protezione diversa a seconda dello stato civile
Nell’ambito del 2° pilastro, il coniuge superstite beneficia delle prestazioni previste dalla LPP se soddisfa i requisiti di legge. Il convivente ne ha diritto solo se il regolamento dell’istituto di previdenza lo prevede e se sono soddisfatte le condizioni stabilite. Tra queste figurano generalmente:
- una convivenza ininterrotta di almeno cinque anni prima del decesso;
- il mantenimento di uno o più figli comuni;
- la notifica del partner alla cassa pensioni, se previsto dal regolamento.
Il caso del libero passaggio
Quando un avere del 2° pilastro si trova su un conto o una polizza di libero passaggio, si applica un ordine specifico dei beneficiari. Ove pertinente, è utile valutare il trasferimento degli averi di libero passaggio nella cassa pensioni dell’attuale datore di lavoro o il mantenimento in una fondazione di libero passaggio, a seconda degli obiettivi previdenziali della persona interessata.
E in caso di separazione?
In caso di divorzio, gli averi del 2° pilastro maturati durante il matrimonio vengono di norma suddivisi tra gli ex coniugi. Questo meccanismo mira in particolare a tutelare la persona che ha ridotto la propria attività professionale per occuparsi della famiglia. Quando una coppia non sposata si separa, ciascuno conserva il proprio avere LPP, anche se uno dei partner ha notevolmente ridotto il proprio tasso di attività per diversi anni.
3° pilastro: coniugi e conviventi come beneficiari
Nell’ambito del pilastro 3a, l’ordine dei beneficiari è stabilito dall’ordinanza OPP3: il coniuge o il partner registrato ha la priorità. In sua assenza, il convivente può rientrare tra i beneficiari se soddisfa i requisiti di legge, in particolare cinque anni di convivenza ininterrotta prima del decesso o il mantenimento di un figlio comune. A partire dal 1° giugno 2027, i figli potranno essere indicati come beneficiari prioritari. È quindi nell’interesse dei conviventi dichiarare per iscritto la propria situazione presso ogni banca o assicurazione presso la quale detengono un pilastro 3a.
Nell’ambito del pilastro 3b, la designazione dei beneficiari è libera. È tuttavia opportuno prestare attenzione alle conseguenze successorie e fiscali che potrebbero applicarsi. Per i contratti che prevedono una componente di risparmio, il diritto successorio può in particolare influenzare il risultato desiderato. Si consiglia di verificare regolarmente le clausole relative ai beneficiari, in particolare dopo:
- una nascita;
- un matrimonio;
- un divorzio o una separazione;
- l’acquisto di un’abitazione;
- un cambio di partner;
- la stipula di un nuovo contratto di previdenza.
Convivenza e successione in Svizzera
Secondo la legge svizzera, il convivente non è considerato un erede legittimo. Senza testamento né patto successorio, non percepisce quindi nulla del patrimonio del proprio partner. Il coniuge o il partner registrato e i parenti del defunto, secondo l’ordine previsto dalla legge, sono gli eredi legittimi.
Nel nostro esempio, Julien e Sarah possiedono un appartamento in parti uguali. Se Julien venisse a mancare, Sarah manterrebbe la propria quota. La quota di Julien, invece, entra a far parte del suo patrimonio ereditario e Sarah potrebbe quindi ritrovarsi comproprietaria dell’appartamento insieme agli eredi oppure dover trovare i mezzi finanziari per rilevare la quota del defunto. Un testamento o un patto successorio consente di favorire il convivente, nel rispetto delle quote di legittima previste dalla legge, soprattutto a seguito della revisione del diritto successorio entrata in vigore il 1° gennaio 2023.
Per quanto riguarda l’imposta di successione, il suo trattamento varia a seconda del cantone e del grado di parentela. Mentre i coniugi sono generalmente esenti, i conviventi possono essere soggetti a un’imposizione più o meno onerosa a seconda del cantone.
Decesso per malattia o infortunio: qual è la differenza?
In caso di decesso dovuto a malattia, le prestazioni per i familiari si basano principalmente sull’AVS e sulla LPP. In caso di decesso a seguito di un infortunio o di una malattia professionale, l’assicurazione contro gli infortuni (LAINF) può erogare prestazioni ai superstiti in complemento a quelle dell’AVS. Restano applicabili anche le prestazioni della LPP, ma sono coordinate con quelle della LAINF. A seconda della situazione familiare e professionale, la copertura finanziaria dei familiari può quindi variare sensibilmente tra un decesso per malattia e uno per infortunio.
Il vantaggio dell’assicurazione decesso
L’assicurazione decesso temporanea o a rischio puro versa, a seconda del contratto, un capitale predefinito al beneficiario designato, in caso di decesso. Può rivelarsi particolarmente utile quando una coppia:
- sta estinguendo un mutuo ipotecario;
- dipende fortemente dal reddito di uno dei partner;
- ha figli piccoli;
- desidera consentire al coniuge superstite di mantenere l’abitazione;
- riscontra una lacuna nelle prestazioni dell’AVS o della cassa pensioni.
Coniugi o conviventi: e in caso di invalidità?
A differenza del decesso, lo stato civile riveste un ruolo minore in caso d’invalidità. Le prestazioni dell’AI, della cassa pensioni o della LAINF (in caso di invalidità da infortunio) dipendono principalmente dalla situazione della persona assicurata e possono compensare una parte della perdita di reddito.
- Sia per le coppie sposate che per i conviventi, è quindi fondamentale verificare eventuali lacune di reddito.
Conviventi: le cinque misure che possono fare la differenza
Queste poche azioni mirate consentono già, in qualità di conviventi, di migliorare in modo significativo la tutela della vostra coppia e della vostra famiglia.
1. Regolamento della cassa pensioni
Richiedete il regolamento della vostra cassa pensioni e verificate attentamente la clausola relativa al partner. Presentate una dichiarazione scritta se prevista.
2. Beneficiari del 3° pilastro
Esaminate e aggiornate la clausola beneficiaria di ciascun contratto del 3°pilastro.
3. Testamento o patto successorio
Pensate a redigere un testamento o un patto successorio che consenta di organizzare la trasmissione del patrimonio nei limiti previsti dalla legge.
4. Contratto di convivenza
Stilate un contratto di convivenza che regoli la questione dell’alloggio, delle spese e dei beni acquisiti in comune. Attenzione: esso non sostituisce né un testamento né una designazione presso la cassa pensioni, ma permette di chiarire la situazione finanziaria della coppia.
5. Assicurazione in caso di decesso e invalidità
Valutate la stipula di un’assicurazione contro il decesso o l’invalidità, in particolare se avete figli o un mutuo ipotecario in comune, al fine di tutelare il vostro futuro finanziario.
Cosa occorre sapere sulla previdenza per conviventi e coniugi in Svizzera
In termini di previdenza, mentre il matrimonio garantisce maggiori tutele legali automatiche, la convivenza richiede ulteriori procedure per tutelare il proprio partner. Per Julien e Sarah, la questione non è quindi quella di scegliere un modello di vita basandosi esclusivamente su un calcolo della rendita o delle imposte, ma piuttosto di conoscere le conseguenze dello status scelto e di adattare la propria strategia previdenziale, sia che si tratti di convivenza che di matrimonio.
Previdenza in caso di matrimonio e convivenza: in sintesi
Un convivente ha diritto a una rendita di superstite?
Un convivente non percepisce né una rendita di superstite dell’AVS né una rendita di coniuge prevista dalla LAINF. A seconda delle condizioni, la cassa pensioni può tuttavia prevedere delle prestazioni per il partner non sposato.
Dopo quanti anni si è considerati conviventi?
Non esiste una durata definita della convivenza che conferisca i diritti di un coniuge. Alcune casse pensioni e le norme del pilastro 3a prevedono una convivenza ininterrotta di cinque anni, senza che tale durata dia diritto a una rendita di superstite AVS né a un diritto automatico all’eredità.
Come si designa il proprio convivente come beneficiario del 2° pilastro?
È necessario consultare il regolamento della propria cassa pensioni e, se previsto, presentare per iscritto la dichiarazione di convivenza.
Chi eredita il 3° pilastro in caso di decesso?
Per il pilastro 3a, l’ordine dei beneficiari è disciplinato dall’OPP3. Il coniuge o il partner registrato ha la priorità. Seguono i figli e/o il convivente, se soddisfa i requisiti, poi gli altri eredi legittimi. Per il pilastro 3b, la scelta del beneficiario è libera, tenendo conto del diritto successorio.
Il convivente eredita automaticamente?
No, il convivente non è un erede legittimo. Per lasciargli una parte del patrimonio, è necessario, in particolare, prevederlo in un testamento o in un patto successorio, nel rispetto delle quote di legittima.
Il matrimonio è sempre più vantaggioso per la previdenza?
Il matrimonio offre una maggiore protezione automatica in caso di decesso, ma il totale delle rendite AVS di una coppia sposata è soggetto a un massimale. Inoltre, un divorzio comporta uno splitting dei redditi AVS e, in genere, degli averi LPP acquisiti durante il matrimonio.
Cosa succede in caso di separazione di una coppia non sposata?
Ciascuno conserva i propri averi (AVS, 2° e 3° pilastro). La suddivisione dell’abitazione, dei beni e dei debiti dipende dai diritti di proprietà, dai contratti stipulati e dai documenti giustificativi disponibili.
È necessario stipulare un contratto di convivenza?
Non è obbligatorio, ma particolarmente utile per chiarire la ripartizione delle spese, la proprietà dei beni, il finanziamento dell’abitazione e le conseguenze di una separazione. Deve essere coordinato con il testamento, le clausole a favore dei beneficiari e le dichiarazioni inviate agli istituti di previdenza.
Articolo aggiornato il 21 ottobre 2026